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Fisionomia spirituale

Maria

Una virtù che caratterizza la fisionomia spirituale della Serva di Dio Maria Schiapparoli è senza dubbio l’umiltà; ella visse infatti nel silenzio e nel nascondimento, obbedendo fedelmente alle direttive della sorella Madre Giustina, Superiora dell’Istituto. Pur essendo maggiore di età ed avendo condiviso con lei le fatiche e la responsabilità della fondazione, visse sempre in perfetta obbedienza alla sorella più dinamica ed energica. Era tanto umile che veniva chiamata la “santa ombra” perché solo con il suo passaggio, senza rumore e senza parole, faceva del bene. A Voghera e soprattutto a Vespolate, dove era superiora, era la “piccola serva di tutte”, attenta e delicata nel servire le consorelle e le bambine. Grande fiducia nella Divina Provvidenza e la preghiera semplice e nascosta caratterizzavano lei e la sorella Giustina (Positio super vita, virtutibus et fama sanctitatis Servae Dei Mariae Schiapparoli, pag. 201)

                                            

Giustina

Una virtù che caratterizza la fisionomia spirituale della Serva di Dio Giustina Schiapparoli è indubbiamente la carità unita ad una grande umiltà e ad eroica fortezza. Ella era davvero la donna forte della Scrittura; intraprendente e coraggiosa per carattere, è a lei che si deve principalmente la fondazione delle Suore Benedettine della Divina Provvidenza, il loro consolidamento e la loro rapida espansione.

Verso le bambine accolte, le postulanti, le suore, mostrava una carità attenta e materna che, a volte, le fu anche causa di incomprensioni e dolore; formò le prime suore ad una virtù soda e radicata nella fiducia verso la Divina Provvidenza e nel servizio ai poveri; più che con la parola, insegnava con l’esempio (Positio super vita, virtutibus et fama sanctitatis Servae Dei Iustinae Schiapparoli, pag. 209).

       

Suore Benedettine della Divina Provvidenza
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